Un diverso punto di vista: “I DANNI DELLA SEDENTARIETA'”

sedentary-lifestyle-causes-back-painGentili lettori di questo Blog, il nostro Davide de Benedittis, Dottore in Scienze motorie e sportive e Dottore magistrale in Scienze della Nutrizione umana, vuole sottoporre alla vostra attenzione una puntuale analisi.

Tutti dicono che fare attività fisica fa bene…

Ma perchè NON farla fa MALE, cambiando decisamente il punto di vista, questo ce lo spiega lui…

ATTIVITA’ FISICA E BENESSERE, SEDENTARIETA’ E…MALATTIA!

Considerazioni preliminari:

Il 30% delle morti premature totali sono correlate con il sovrappeso e l’inattività.

Il 30% delle morti per cancro dipendono da cattiva alimentazione, sedentarietà e sovrappeso.

La sedentarietà riduce l’aspettativa di vita mediamente di 4 anni.

La sedentarietà ha superato il fumo come con-causa di patologia.

La lotta alla sedentarietà è da considerarsi una priorità almeno al pari di quella contro il fumo.

Uno studio pubblicato su The Lancet – “Stressing harms of phisical inactivity to promote exercise – 2012” dimostra come la diffusione dell’inattività sia superiore al fumo, il rischio rispetto al fumo di poco inferiore, il rischio attribuibile di poco superiore, i morti all’anno, superiori.

ARTICOLO DAVIDENonostante i “colossali danni” della sedentarietà questa non è sufficientemente percepita come patologica. Molte campagne di promozione basate sui benefici di una vita attiva trasmettono il messaggio che l’attività è utile ma non essenziale per la salute!

E’ necessario sviluppare un approccio alla sedentarietà analogo a quello impiegato nelle strategie di lotta contro il fumo:

  • fare in modo che la comunità medica intervenga efficacemente su questo fattore di rischio, il medico spesso non chiede neanche se il paziente fa attività fisica
  • sottolineare i rischi dell’inattività oltre che i benefici
  • offrire ai sedentari trattamenti efficaci per lo stile di vita

Conseguenze della sedentarietà

Si stima che la sedentarietà sia responsabile di:

  • 10-16% dei casi di:
    • diabete
    • cancro della mammella
    • cancro del colon
  • 22% dei casi di cardiopatia ischemica
  • Il rischio relativo di malattia coronarica nei sedentari rispetto ai non sedentari è pari al doppio, numerosi studi confermano una cospicua riduzione della mortalità associata con l’attività fisica.
  • L’incidenza del diabete in soggetti con ridotta tolleranza al glucosio può essere ridotta di oltre il 50% attraverso un intervento integrato sull’alimentazione e l’attività fisica, senza utilizzare farmaci.
  • Individui sedentari presentano inoltre una probabilità di sviluppare ipertensione del 30-50% superiore alle persone attive.

C’è reversibilità quindi è importante insistere sull’esercizio fisico.

Esercizio fisico e sindrome metabolica

  • Agisce favorevolmente su tutte le alterazioni indotte dall’insulino-resistenza, l’utilizzazione del glucosio da parte dei muscoli permette di abbassare la glicemia.
  • Induce riduzione dei valori di trigliceridi e VLDL, aumento delle HDL (buono), riduzione delle LDL.
  • Riduce l’obesità addominale.
  • Riduce i valori di Pressione Arteriosa.

La buona notizia è che già praticare attività fisica al di sotto dei livelli raccomandati (30 minuti 5 volte alla settimana per gli adulti) risulta avere un effetto comunque benefico.

Attività fisica e salute

Riassumendo, il movimento riduce:

  • Mortalità per tutte le cause
  • Malattie cardiovascolari
  • Ipertensione
  • Ictus
  • Sindrome metabolica
  • Diabete di tipo II
  • Cancro al seno
  • Cancro al colon
  • Depressione
  • Cadute
  • Osteoporosi

Inoltre è importante per:

  • Rafforzamento osseo
  • Miglioramento funzioni cognitive
  • Perdita di peso, soprattutto se associato alla riduzione di calorie
  • Miglioramento della fitness cardiovascolare e muscolare
  • Genera un circolo virtuoso (aiuta smettere di fumare e a porre più attenzione all’alimentazione)

L’attività fisica deve essere incoraggiata in tutti i soggetti e in tutte le età.

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