I BENEFICI di Pancafit®

La Pancafit® Ed eccola qua! Ve la presento: sua maestà la Pancafit.

Ora vi racconterò quanto è magico questo attrezzo e quanto è geniale il Metodo del suo ideatore, il Professor Daniele Raggi. Vi presento con gioia ed emozione Pancafit® e il Metodo Raggi®. Leggete tutti perchè FA BENE ALLA SALUTEQueste due semplici assi di legno, aperte in modo diverso, quindi con precise e specifiche inclinazioni, sono in grado di allungare globalmente la nostra muscolatura sempre così corta, contratta, retratta, non funzionale al noi due inseparabili compagni: Postura e Benessere!

La vita moderna, con i suoi ritmi spesso sconsiderati, ci INCRICCA: questo verbo, “incriccare“, dovrebbe assolutamente entrare nel vocabolario della lingua italiana, perchè è veramente esplicativo, direi onomatopeico, di quella condizione in cui una persona si sente quando si muove male, faticosamente, spesso sentendo scricchiolare le proprie ossa ed articolazioni…quella classica sensazione, insomma, come se fossimo passati sotto una schiaccia sassi…

Se ti manca un pezzo del discorso, mi sto riallacciando al post dedicato all’importanza dell’allungamento muscolare, scritto ieri e che ti riassumo così: dobbiamo mantenere i nostri muscoli elastici, per far sì che le articolazioni restino mobili e scongiurare quelle patologie grandi o piccole che rovinano la qualità della nostra vita.

Qual è la grande novità di Pancafit® e il Metodo Raggi®?

A differenza dello stretching classico, analitico, quello che – per intenderci – pretende di allungarci “pezzo per pezzo” (il deltoide…il polpaccio…il bicipite femorale e così via…), Pancafit® riequilibra le tensioni muscolari agendo sulle catene muscolari, fasciali e connettivali: è un LAVORO DI ALLUNGAMENTO GLOBALE E SIMMETRICO, grandioso perchè evita inoltre di mettere in atto tutti quei compensi, quelle vie di fuga, che il corpo inevitabilmente escogita per sfuggire alle eccessive tensioni, ogni volta che si cerca di ridare lunghezza a muscoli che la stanno progressivamente perdendo, perchè eccessivamente tesi o tonici (e se sia sempre bene TONIFICARE o non sia piuttosto meglio ALLUNGARE parleremo molto presto).

Sul concetto fondamentale dei “compensi”, non temere, avremo modo di tornare spesso…

Succede che quando facciamo stretching ci allunghiamo sì da una parte…ma ci accorciamo dall’altra, non siamo mai nella posizione più corretta, “in postura”, quella posizione che rende l’allungamento reale ed effettivo, ma anche estremamente faticoso e “costoso” (fatica vuol dire anche spendere energia) ed il corpo rifiuta categoricamente tutto ciò che è dispendio e sofferenza, e quindi, ogni volta che può “barare” o rubare lunghezza da qualche altra parte, stai sicuro che lo fa (cattivone!).

Quando invece ti allunghi sulla Pancafit, riesci ad ALLUNGARTI REALMENTE perchè il corpo assume una posizione più corretta e le tensioni muscolari si allentano: certo bisogna impegnarsi a respirare come si deve, per fare in modo che il diaframma (responsabile di problemi che elencheremo presto) lavori correttamente e ci aiuti a lasciare andare più facilmente le tensioni.

Se i muscoli sono più LIBERI, le articolazioni sono più MOBILI, meno compresse, e quindi andranno meno incontro a fenomeni degenerativi quali i processi artrosici, quel poco simpatico “sgrattuggiamento” dei capi articolari che si sfregano, si contrastano e si consumano a vicenda…e vai con: infiammazioni, dolori e blocchi articolari!

Questo metodo di lavoro ci aiuta a conoscerci meglio, ad ascoltarci, a migliorare la propriocettività e a mio avviso a volerci anche più bene, proprio perchè impariamo ad avere una migliore cura di noi stessi.

E il cielo solo sa di come ci sarebbe bisogno di volersi più bene al giorno d’oggi…

E come dico sempre: “FARE PANCAFIT DOVREBBE ESSERE OBBLIGATORIO PER LEGGE

Nella nostra bellissima nuova casa a Milano, zona Ovest, facciamo tantissimi corsi di Pancafit e approfondiamo il metodo sotto diversi punti di vista.

Le nostre porte sono sempre aperte per te che vuoi prenderti cura di te stesso prima che arrivi il momento di lamentarsi dei dolori in atto.

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